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Gennaro Pesce, nato a Napoli il 29 luglio 1902, giunse in Sardegna dopo aver maturato una larghissima esperienza archeologica sia in Italia, sia in Cirenaica e Tripolitania, sia in Grecia. Nella Soprintendenza ebbe dapprima la reggenza e, a partire dal 7 maggio 1954, il ruolo di Soprintendente alle Antichità. Il suo libro La Sardegna punica esce nel 1950 e – per quanto il progredire delle ricerche abbia ampliato le conoscenze – ancora costituisce una tappa fondamentale nella storia degli studi; è qui, infatti, che per la prima volta la colonizzazione semitica dell’Isola viene illustrata nei suoi molteplici aspetti: dalla vicenda storica agli insediamenti urbani, dai culti religiosi agli usi funerari, dall’architettura templare e fortificatoria ai manufatti artistici e artigianali. Il libro rappresenta, dunque, il contributo più innovativo della vasta produzione scientifica di Gennaro Pesce, collocandosi all’avvio di una nuova stagione di scavi e di studi promossa dal soprintendente cagliaritano. L’eredità scientifica e morale dello studioso è stata raccolta da Ferruccio Barreca, titolare della prima cattedra di Archeologia fenicio-punica della Sardegna, dai suoi allievi e dagli allievi di Sabatino Moscati, operanti in Sardegna, ancora oggi sulla scia dell’archeologo napoletano, divenuto sardo per amore dell’Isola, di cui doveva, da pioniere, rivelare il volto punico.

Volume n. 56

Copertina: Federico Melis
Cavaliere, 1928.
Anno 2000
Dimensioni 16,7 x 12 cm
Pagine 336
Illustrazioni 147 (bn)
ISBN/EAN 88-87825-13-0
Lingua Italiano
Formato Cartaceo

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