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Il 20 novembre del 1940, all’età di 30 anni, Massimo Pallottino è nominato professore straordinario di Archeologia e Storia dell’Arte greco-romana all’Università di Cagliari e già da subito egli scrive al Rettore dell’Ateneo manifestandogli il piacere e l’orgoglio di poter contribuire efficacemente all’incremento degli studi archeologici in Sardegna. Da quella enorme passione e competenza prendono l’avvio gli studi che confluiscono in quest’opera, magistralmente introdotta e curata dall’Accademico dei Lincei Giovanni Lilliu, allievo e collega di Massimo Pallottino, profondo e illuminato conoscitore del mondo paleosardo nella doppia veste di docente di Paletnologia e di Soprintendente alle Antichità della Sardegna. Pallottino crede possibile che le popolazioni sarde, sia nei tempi della massima fioritura e autonomia e sia, successivamente, nelle fasi del loro progressivo restringersi ed esaurirsi sotto la pressione dei colonizzatori stranieri, abbiano avuto chiara consapevolezza della loro unità di stirpe e di tradizioni civili. L’opera esprime in tal senso la concezione dell’archeologo come storico, capace di ricostruire il percorso di popoli del passato intesi non solo come creatori di manufatti, ma soprattutto come ideatori di valori umani e spirituali, artefici di civiltà.
Volume n. 53
Copertina: Mauro Manca
Guerriero nuragico con due scudi, 1955.
Volume n. 53
Copertina: Mauro Manca
Guerriero nuragico con due scudi, 1955.
| Anno | 2000 |
| Dimensioni | 16,7 x 12 cm |
| Pagine | 192 |
| ISBN/EAN | 88-87825-10-6 |
| Lingua | Italiano |
| Formato | Cartaceo |







