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SIRONI. L’eternità del mito

SPAZIO ILISSO

11 dicembre 2021 - 17 aprile 2022

 

La mostra dedicata a Mario Sironi (Sassari 1885-Milano 1961), gigante della storia dell’arte occidentale, si unisce idealmente a quella a cura di Elena Pontiggia e Anna Maria Montaldo al Museo del Novecento di Milano – Mario Sironi. Sintesi e grandiosità (23 luglio-27 marzo 2022) – per celebrare il grande pittore nel 60° anniversario della morte. Si riallaccia così il tracciato esistenziale dell’artista tra l’Isola, in cui era nato nella Sassari di fine Ottocento, e il capoluogo lombardo, città d’elezione nella quale sarebbe morto in piena epoca del boom.

L’esposizione, in collaborazione con l’Archivio Mario Sironi di Roma e la Fondazione di Sardegna con il progetto ARS, propone il pittore nella fase matura e nella forma definitiva in cui oggi è conosciuto: l’artista della sintesi. Con oltre 60 opere (tra oli, tempere e disegni) si documentano i decenni di ricerca dal 1928 al 1958, periodo che, nel permettere di affrontare il “problema Sironi” e offrire una lettura chiarificatrice della sua connivenza ideologica e politica con il fascismo, aiuta a comprenderne al meglio la concezione di un’arte rigorosa e responsabile, grande nei contenuti morali che lo Stato avrebbe dovuto consegnare ai cittadini: un concetto evidentemente complesso, difficile da salvaguardare, e difatti pagato caro da lui che, più forte di tutti, lo rivendicò e lo difese.

Il percorso espositivo inizia con alcune significative testimonianze delle opere monumentali degli anni Trenta destinate alla fruizione pubblica, a conferma della predilezione sironiana per la pittura murale, sentita come potente veicolo per la “funzione educatrice” delle masse e perciò paragonabile all’arte pubblica classica, romana e cristiana, o rinascimentale; arte sociale “per eccellenza”, dunque, opposta all’opera da salotto, decorativa e cinicamente mercificabile. Seguono le opere degli anni Quaranta, condizionate dalla tragica parentesi bellica e dalle difficoltà di una ricostruzione che, di fatto, avvenne anche per il Sironi privato, schiacciato dal crollo degli ideali e della realtà del ventennio precedente, in cui aveva creduto. Il percorso si chiude con gli anni Cinquanta, con quei lavori che l’artista definiva “frammenti” e in cui l’architettura (alternata spesso a maestosi paesaggi con montagne) è il soggetto costante, e a cui, nella personale traduzione pittorica, venivano affidati i valori laici e razionali dell’essere umano.

La mostra offre anche un’ampia sezione dedicata all’illustrazione editoriale, filone espressivo fondamentale per la divulgazione artistica e coltivato da Sironi fin dagli esordi come ricerca di un segno via via più sintetico per una resa più efficace del soggetto.

 

Progetto allestimento: Antonello Cuccu

Allestimento: Artigianato & Design di Pietro Fois

Catalogo: Ilisso

Testo in catalogo: Claudio Strinati