CARLO CATTANEO (Milano 1801 – Lugano 1869) fu «filosofo, storico, politico, critico, filologo, glottologo, economista, statistico, tecnico e agronomo in ogni campo insigne», per dirla con Luigi Einaudi. Dopo la laurea in Giurisprudenza, fu convinto assertore del federalismo. Dal 1828 collaborò con gli “Annali universali di statistica, economia pubblica, storia, viaggi e commercio”; nel 1839 inizia la pubblicazione del periodico “Il Politecnico”. Nel 1849 prese parte alle Cinque giornate di Milano, a seguito delle quali si trasferì in Svizzera, a Lugano, dove fu tra i fondatori del Liceo di Lugano per una formazione laica. Innumerevoli le sue opere, di carattere prevalentemente storico-politico-sociale.
RAFFAELA DORE (Orune 1905 – Olzai 1972) dopo aver trascorso la prima infanzia in Sardegna si trasferì con la famiglia a Roma nel 1917, dove intraprese gli studi in pedagogia, specializzandosi nell’età infantile. All’inizio degli anni Sessanta pubblicò diversi saggi nella rivista diretta da Luigi Volpicelli “I problemi della pedagogia”, nel 1962, per le edizioni Ichnusa uscì Gli dei del bambino, articolato intorno a quattro saggi principali: “L’educazione naturale nella pratica educativa del villaggio sardo”, “Uomini ed animali, bambini e uccelli nella pedagogia dei primitivi e delle popolazioni arretrate”, “Il bambino e il lavoro”, “Gli dei del bambino”. Nel 1972, il volume venne ripubblicato con l’aggiunta di nuovi saggi: “Il bambino in lotta” e “La fiaba tra strutturalismo e formalismo” con la preziosa introduzione del pedagogista Mauro Laeng, conservata anche nelle successive edizioni. Nel 1967 fece ritorno in Sardegna, a Olzai, dove si spense nel 1972.
SALVATORE CAMBOSU (Orotelli 1895 – Nuoro 1962), iniziò gli studi a Nuoro, come tanti che provenivano dai paesi del circondario e completò la sua formazione negli atenei di Padova e Roma, affinandosi così come intellettuale a tutto tondo. Fece ritorno nella sua isola da insegnante elementare; da giornalista intrattenne stretti rapporti con riviste quali “Il Politecnico”, “Nord e Sud”, il “Mondo” e “Ichnusa”. Collaborò con “L’Unione Sarda” su cui pubblicò a puntate Il carro e scrisse numerosi racconti brevi, di frequente pubblicati dalle stesse riviste alle quali egli contribuì. Le sue opere narrative più note: Lo zufolo (1932), Miele amaro (1954) e Una stagione a Orolai (1954). Morì a Nuoro il 21 novembre 1962. Sono usciti postumi Il Supramonte di Orgosolo (1988), Due stagioni in Sardegna (1992), Lo sposo pentito (1992) e il volume che raccoglie i due racconti lunghi L’anno del campo selvatico e Il quaderno di Don Demetrio Gunales (1999).
GIUSEPPE DESSÌ (Cagliari 1909-Roma 1977) trascorse l’adolescenza nel paese d’origine della famiglia, Villacidro, poi scelto come luogo poetico per le sue opere. Molteplici, fin da giovanissimo, le letture, anche filosofiche (Spinoza, Comte e Gentile), che si rifletterono più tardi sulla sua concezione artistica di scrittore e sceneggiatore. Nel 1936 si laureò in Lettere presso l’Università di Pisa. Dapprima insegnante, quindi Provveditore agli Studi in diverse sedi della Penisola, esordì come scrittore nel 1939 con la raccolta di racconti La sposa in città e con il romanzo San Silvano. Agli anni ’40 risalgono invece la pubblicazione di Michele Boschino (1942) e il forte impegno politico, partecipò, tra l’altro, alla fondazione della sezione sassarese del Partito Socialista. Tra i romanzi più importanti possiamo ricordare: I passeri (1955), Il disertore (1961) e Paese d’ombre, che gli valse il Premio Strega nel 1972. Morì a Roma nel 1977.
ROSSANA BOSSAGLIA (Belluno 1925) storica dell’arte, è stata professore ordinario di Storia dell’arte moderna all’Università di Pavia. Le sue ricerche, in particolare dagli anni Sessanta, si sono concentrate sul liberty italiano, soprattutto dal punto di vista architettonico. Su questa tematica ha curato diverse mostre, nel 1972 La Permanente di Milano, nel 1977 alla Galleria d’arte moderna di Bologna e nel 1981 alla Villa Malpensa di Lugano. Nel 1982 ha curato inoltre la mostra dedicata al bronzetto liberty a Padova, ed alcune monografiche come quelle su Raimondo D’Aronco a Udine e nel 1984 su Leonardo Bistolfi a Casale Monferrato. I suoi contributi sono numerosissimi, ha collaborato infatti con il canale televisivo RAIedu, sul Novecento italiano, e pubblicato con la Ilisso diversi volumi, tra questi: Dalla donna fatale alla donna emancipata. Iconografia femminile nell’età del Déco, Parlando con Argan, Sironi i tessuti e le arti applicate, Sironi e la V Triennale di Milano, Francesco Ciusa, Nivola e Miti e Archetipi.
MAURIZIA MIGLIORINI è professore associato presso la Facoltà di Lettere e Filosofia. Dopo la laurea e la specializzazione in Storia dell’arte presso l’Università di Genova, nel 1975 inizia la sua attività di ricerca in Museologia e ciritica artistica del restauro. Dal 1992 le viene affidata la cattedra in Storia dell’arte medievale e moderna presso l’Università di Genova e dal 2001, come professore associato, insegna, tra le varie materie, Museologia e Storia della critica dell’arte. Dal 2005 è coordinatore del Dottorato in Arti Spettacolo e nuove tecnologie e dal 2011 presidente del corso di studi DAMS e di quello in Produzione e Traduzione audiovisiva per le discipline delle arti e dello spettacolo. Infine è membro della CUNSTA (Consulta Universitaria Nazionale per la Storia dell’Arte) e del SISCA (Società Italiana per la Storia della Critica dell’Arte). Tra le varie pubbliazioni possiamo ricordare Strofe di bronzo. Lettere da uno scultore a un poeta simbolista. Il carteggio Bistolfi-Pascoli (1992) e Pittori in tribunale. Un processo per copie e falsi alla fine del Seicento (2000) editi da Ilisso.
ANNA FINOCCHI storica dell’arte e consigliere della sezione di Milano di Italia Nostra onlus, è stata docente di Storia dell’arte moderna e contemporanea, approfondendo in particolare l’arte dell’Ottocento. Ha inoltre insegnato al Politecnico di Milano presso la Facoltà di Architettura e all’Istituto Marangoni di Milano. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Arte in Italia. Lineamenti di storia e materiali di studio (1988); Federico Faruffini. Un pittore tra Romanticismo e Realismo, Le ricche miniere. Percorsi nella storia dell’arte (2000) e per la Ilisso Lettrici. Immagini della donna che legge nella pittura dell’Ottocento (1992).
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STEFANO FUGAZZA (Cantone di Aguzzano, Piacenza 1955-Piacenza 2009) è stato storico dell’arte. Laureatosi in Storia dell’arte a Pavia, insieme a Rossana Bossaglia, si è poi specializzato a Milano. È stato direttore della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza dal 1993 fino al 2009. Tra i suoi interessi, oltre a quello per l’arte figurativa, vale la pena ricordare quello per la letteratura, in particolare quella dell’Otto e Novecento. Numerose sono state le sue pubblicazioni, tra queste Simbolismo, pubblicata da Mondadori nel 1991 e I pompiers. Il volto accademico del Romanticismo, pubblicata da Ilisso nel 1992. Si è occupato inoltre di redare vari cataloghi di mostre e monografie su singoli artisti e dal 2006 aveva fondato e dirigeva, insieme a Gabriele Dadati, la rivista di letteratura e arte “Ore piccole”.