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Chi Siamo

Ilisso è una casa editrice che dal 1985 pubblica volumi di arte, archeologia, linguistica, e cultura materiale, artigianato e design, storia, fotografia e narrativa e realizza mostre d’arte per documentare e raccontare la storia e la cultura di Sardegna tra tradizione e contemporaneità.


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Gaston Vuillier

GASTON VUILLIER (Ginclé 1846 – Gimel 1915) noto paesaggista e bozzettista, trascorse la sua infanzia e giovinezza nei Pirenei. Tra il 1888 e il 1896 intraprese un viaggio verso diverse isole, tra cui la Sardegna, pubblicando delle relazioni di viaggio per la Hachette di Parigi. Collaborò inoltre con riviste di viaggio francesi, raccogliendo relazioni di viaggio di grandi esploratori illustrate, e si occupò di tradurre diversi testi, sempre di natura etnografica, in diverse lingue. Fu grande comparatista, viaggiatore e etnologo appassionato. Dal 1892 si stabilì a Gimel-les-Cascades, dove nel 1912 collaborò a far nacere un parco paesaggistico. Tracce del suo viaggio in Sardegna appaiono nel quotidiano “L’Unione Sarda” nell’aprile del 1891, in termini assai elogiativi. La sua opera principale in francese Le isole dimenticate, uscita nel 1893, ebbe una buona diffusione, e dopo soli tre anni fu tradotta e pubblicata anche in inglese.

Giovanni Lilliu

GIOVANNI LILLIU (Barumini 1914 – Cagliari 2012) dopo gli studi liceali a Frascati, nel 1938 si laureò in Lettere Classiche con il Prof. Ugo Rellini, approfondendo studi archeologici e paletnologici. A partire dal 1943 insegnò presso l’università di Cagliari e tra il 1944 e il 1955 fu funzionario della Soprintendenza alle Antichità della Sardegna. Dal 1939 effettuò diverse ricerche e scavi che gli permisero di acquisire un’indubbia autorevolezza scientifica a livello internazionale. Dal 1954 vinse la cattedra di Antichità Sarde a Cagliari, dove insegnò, ricoprendo vari ruoli fino al 1984, dirigendo anche alcune riviste di archeologia. Accanto all’attività scientifico-accademica Lilliu svolse anche un’intensa militanza politica e fu sempre impegnato nella difesa dei beni culturali, come presidente di vari istituti, ultimo tra i quali l’Istituto Superiore Regionale Etnografico. Negli ultimi decenni ha continuato a occuparsi della preistoria sarda, e dal 1989 divenne professore emerito della Facoltà di Lettere e Filosofia di Cagliari.

Salvatore Mannuzzu

SALVATORE MANNUZZU nato nel 1930 a Pitigliano (Grosseto) da famiglia sarda, è stato magistrato dal 1955 al 1976; poi deputato, eletto come indipendente nelle liste del PCI, per tre legislature. Quindi si è dedicato alla scrittura, dando corpo alla vocazione di sempre: come dimostra Un Dodge a fari spenti, romanzo d’esordio, pubblicato sotto pseudonimo da Rizzoli nel 1962 (e ripubblicato col nome dell’autore, e in nuova veste, dalla Ilisso, nel 2002). Procedura (1988), insignito del premio Viareggio, rivelava Mannuzzu al grande pubblico. Sono seguiti altri cinque romanzi: Un morso di formica (1989); Le ceneri del Montiferro (1994); Il terzo suono (1995); Il catalogo (2000); Alice (2001). Ha pubblicato inoltre una raccolta di racconti, La figlia perduta (1992), e una di poesie, Corpus (1997); ha scritto una storia per bambini Il famoso Natalino (1998) e un saggio di politica del diritto Il fantasma della giustizia (1998). Ha vinto numerosi e importanti premi letterari ed è stato tradotto in diverse lingue.

John Warre Tyndale

JOHN WARRE TYNDALE (Londra 1811 – Bournemouth 1897) figlio unico di George Booth Tyndale, procuratore legale (solicitor), fu avviato agli studi nell’austero college di Eton dove conseguì il titolo di Bachelor of Arts (1832); proseguì i corsi universitari nel Christ Church College di Oxford nel quale, nel 1835, si laureò in discipline umanistiche e giuridiche diventando, così, Master of Arts (Maestro d’Arti) e pertanto abilitato ad esercitare la professione forense nei tribunali di ogni grado. Il catalogo della British Library annovera tre opere di J. W. Tyndale: “The Island of Sardinia”, “The Bürger and Brighton Leonora; or Romance versus Railway” e “Adventures and anecdotes of the South Army of the Emperor of Austria during the late Hungarian campaigne, narrated by eyewitnesses”. Fu senza dubbio “L’Isola di Sardegna” ad assicurare al Tendale un posto di grande rilievo nella “letteratura di viaggi” dell’Ottocento europeo.

Franco Cagnetta

FRANCO CAGNETTA (Bari 1926 – Roma 1999) cresciuto in una famiglia di medici da generazioni frequenta da giovanissimo gli intellettuali antifascisti. Nel 1946 pubblica per la rivista “Socialismo” e si laurea a 21 anni. Negli anni 1952-53 lavora come capo-redattore delle Edizioni L’Unità dal 1954 crea il Centro Etnologico Italiano, inaugurando le prime ricerche sul campo, i cui primi studi si effettuarono in Sardegna. I risultati delle indagini uscirono nel 1954 con il titolo di “Inchiesta su Orgosolo”, sulla base di questi Vittorio De Seta girò il film “Banditi a Orgosolo” che nel 1961 vinse alla Biennale di Venezia. Dal 1964 si trasferì in Francia dove fu professore di antropologia e contemporaneamente prosegue nella sua attività di scrittore. Tra il 1974 e il 1979 lavorò in collaborazione con lo psichiatra Franco Bassaglia e curò l’esposizione “Nascita della fotografia psichiatrica”. Negli anni ’80 proseguì gli studi sulle immagini collaborando con alcuni dei musei più famosi del mondo. Nel 1999 morì a Roma, lasciando una serie infinita di documenti riguardanti l’uomo e le sue rappresentazioni simboliche.

Carlo Levi

CARLO LEVI (Torino 1902 – Roma 1975) di famiglia di tradizioni progressiste, nel 1924 si laureò in medicina, ma preferì dedicarsi alla politica piuttosto che alla professione di medico, aderendo nel 1922 al gruppo di Piero Gobetti “Rivoluzione Liberale” ed entrando in contatto con Primo Levi e Nello Rosselli. Nel 1928, dopo un soggiorno a Parigi, fondò il Gruppo dei sei, che durò fino al 1931. Nel 1935 fu arrestato per sospetta attività antifascista ed esiliato per tre anni in confino in Lucania. A questa esperienza si deve il capolavoro Cristo si è fermato ad Eboli. Al 1937 risale la sua prima esposizione e tra il 1939 e il 1941 visse in Francia, dove scrisse la raccolta di saggi Paura e libertà. Dopo una seconda prigionia, durata un anno, dal 1947 si trasferì a Roma, dove per tutti gli anni ’50 si dedicò all’attività di scrittore. Tra le sue opere ricordiamo in particolare Tutto il miele è finito che raccoglie le note dei viaggi in Sardegna. Nel 1956 fu eletto Senatore della Repubblica nelle liste del PCI, carica riconfermata nel 1968. Proseguì inoltre la sua attività di pittore, tenendo fino alla sua morte, numerose esposizioni.

Gino Bottiglioni

GIULIO GINO BOTTIGLIONI (Carrara 1887 – Bologna 1963) ammesso alla Normale di Pisa, si laureò in Glottologia e perfezionò l’anno seguente a Firenze. Tra il 1912 e il 1923 fu professore nelle scuole medie, attività che lo condusse a Cagliari, fra il 1915 e il 1918 e dal 1924 al 1926 fu preside presso il liceo Manin di Cremona. Nel 1927 vinse una cattedra di grammatica comparata presso l’Università di Cagliari e poi a Pavia e successivamente a Bologna, dove rimase fino al 1957. Il lavoro principale del Bottiglioni, frutto di una lunga attività d’inchieste pluriennali è l’ Atlante linguistico etnografico italiano della Corsica, pubblicato a Pisa in dieci volumi tra il 1933 e il 1944. L’opera testimonia la propensione allo studio dei fatti folclorici. Fra i numerosi altri lavori si palesa un’attenzione non episodica per le lingue dell’Italia antica, per i processi di strutturazione del dominio romanzo e per i problemi del sostrato.

Francesco De Rosa

FRANCESCO DE ROSA (Olbia 1854-1938) fu maestro elementare, ma anche giornalista e studioso eclettico. Viaggiò molto per la Sardegna, con la moglie, anche lei insegnante, e durante questi spostamenti si documentò molto su storie locali. Parte di questo intenso lavoro è raccolta nel volume “Tradizioni popolari di Gallura”. Fu un uomo di particolare intelligenza, di grande attenzione e disciplina quasi doverosa nel raccogliere dati e note informative sulla Sardegna e di grande sensibilità per i problemi sociali dell’isola. Pubblicò inoltre diversi articoli e fu relatore in molte coferenze all’epoca di grande risonanza culturale, oltre che autore di raccolte di poesie. Fu anche pubblicista e fondò e diresse il giornale gallurese Le Bocche di Bonifacio, tra il 1883 e il 1885. Ha lasciato infine manoscritte spigolature di preistoria e di storia sarda e note sulla storia religiosa.

Pietro Casu

PIETRO CASU (Berchidda 1878-1954) è una delle figure più significative nel panorama della cultura sarda della prima metà del Novecento. Parroco del proprio paese natale per oltre quarant’anni, fu noto in tutta la Sardegna per le sue omelie in lingua logudorese. Tradusse in sardo la Divina Commedia (1929) e, sempre in sardo, compose numerose poesie e traduzioni poetiche dei grandi autori della letteratura non solo italiana. Attese per tutta la vita alla compilazione di un imponente Vocabolario sardo logudorese-italiano, il cui manoscritto è stato recentemente edito. Ci ha lasciato anche una copiosa produzione letteraria in italiano: nell’arco di diciannove anni compose dieci romanzi e cinque raccolte di novelle. Ghermita al core è considerato insieme a Notte sarda il migliore fra i suoi romanzi. Fra gli altri si ricordano in particolare: Aurora sarda (1922), Mal germe (1925) e La voragine (1926). Fra i temi più importanti della sua narrativa ricorre l’auspicio di un futuro luminoso per la Sardegna.

Clara Gallini

CLARA GALLINI è professore ordinario di Etnologia all’Università di Roma La Sapienza. Studiosa della cultura popolare italiana e autrice di diversi libri, fra i quali: I rituali dell’“argia” (1967), Il consumo del sacro. Feste lunghe di Sardegna (1971), Dono e malocchio (1973), La Sonnambula meravigliosa (1983), Il miracolo e la sua prova. Un etnologo a Lourdes (1988). Ha curato diverse pubblicazioni postume di Ernesto De Martino, tra le quali La fine del mondo. Contributo all’analisi delle apocalissi culturali (1977), I viaggi nel Sud di Ernesto De Martino (1999) con Francesco Faeta e, da ultimo, il volume collettivo Patrie elettive. I segni dell’appartenenza (2003).