BACHISIO BANDINU laureato in Lettere, è stato collaboratore del Corriere della Sera e direttore de L’Unione Sarda. È presidente della Fondazione Sardinia. Ha scritto Costa Smeralda (1980), Narciso in vacanza (1994), Lettera a un giovane sardo (1996), Visiones. I sogni dei pastori (1998), Ballos (2000) con A. Deplano e V. Montis.
ULIANO LUCAS (Milano 1942) fin da giovanissimo frequenta intellettuali, disegnatori e fotografi a Milano, nel quartiere di Brera, e comincia la carriera giornalistica. Tra gli anni ’60 e ’70 lavora come fotografo tentando di opporre una stampa d’inchiesta civile all’informazione consueta del tempo e collabora con le riviste come “Tempo”, “Vie Nuove”, “Jeune Afrique” e “Koncret” o per iniziative editoriali punto di riferimento per la riflessione terzomondista e contro i soprusi e le disuguaglianze sociali. Negli anni ’80 lavora con testate diverse importanti testate “Il Mondo”, “L’Espresso”, “L’Europeo”, “Il Manifesto”, “La Stampa” e tanti altri, immoratalando alcuni degli avvenimenti storici più importanti e drammatici di quell’epoca. Con i cambiamenti del sistema dell’informazione, dagli anni ’90, si dedica all’attività di studio e di ricerca. Tra il 1989 e il 1995 è coinvolto con “Repubblica” nelle inchieste sulla Grande Milano. Con Ilisso ha collaborato al volume di storia della fotografia uscito in tre lingue, italiano, inglese e francese, Pablo Volta. La Sardegna come l’Odissea (2007).
TATIANA AGLIANI (Milano 1974) è curatrice e storica della cominicazione visiva. Si laurea in Lingue e letterature orientali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove consegue anche il titolo di dottorato di ricerca in Civiltà dell’India e dell’Asia Orientale. A partire dal 1998 inizia a collaborare con il fotografo Uliano Lucas con il quale si occupa di fotogiornalismo. Contestualmente cura mostre e volumi sulla fotografia come strumento di analisi dell’evoluzione della mentalità collettiva e su singoli autori italiani e stranieri, fra i quali ricordiamo Pablo Volta, Lisetta Carmi, Luigi Cavagna, il giapponese Seiichi Enomoto e il cinese Wang Qingsong. Attualmente lavora come curatrice di mostre e volumi presso l’Associazione Aire e come responsabile d’archivio presso l’Archivio Uliano Lucas. È inoltre autrice di diversi testi sul fotogiornalismo italiano e i suoi protagonisti e per la Ilisso ha firmato, sempre in collaborazione con Lucas, il volume Pablo Volta (2007).
FRANCESCO FAETA (Roma 1946) insegna Antropologia culturale e Antropologia visuale ed è coordinatore del Dottorato Antropologia e studi storico- presso l’Università degli Studi di Messina. Ha insegnato, su invito o a contratto, e ha tenuto cicli di seminari, presso numerose istituzioni universitarie in Italia e all’estero. Ha svolto una lunga pratica di ricerca etnografica e antropologica in ambito europeo, con particolare riferimento al Mezzogiorno d’Italia e si è occupato specificamente di etnografia visiva e di antropologia visuale, di organizzazione sociale e culturale dello spazio. Fotografo e documentarista etnografico, ha realizzato alcuni film per la RAI e numerose mostre di sue immagini nelle principali città italiane e all’estero Suoi saggi e sue fotografie etnografiche sono apparsi nelle più qualificate riviste scientifiche italiane e in alcune tra le più qualificate riviste straniere, tra le quali, in Francia, “Terrain” e “Gradhiva”. Ha diretto il Progetto Finalizzato “Beni Culturali” del C.N.R. ed è stato membro della Commissione Nazionale di Studio sui Beni Culturali Demoetnoantropologici, istituita dal Ministro per i Beni e le Attività culturali.
MARINA MIRAGLIA laureata in Storia dell’arte con Argan nel 1973 presso La Sapienza di Roma, è stata funzionario dei Beni Culturali e Ambientali prima presso il Gabinetto Fotografico Nazionale e poi presso l’Istituto Nazionale per la Grafica, dove ha fondato il settore delle Collezioni fotografiche recuperando i fondi storici della Calcografia prima Camerale e poi Regia. Nel 1987 ha lavorato presso la Soprintendenza ai Beni Librari e Documentari della Regione Emilia Romagna e alla fine degli anni ’90 ha fondato e insegnato come docente presso la Scuola di San Casciano dei Bagni. Ha insegnato inoltre Storia della tradizioni popolari presso l’università di Calabria e dal 1999 Storia della fotografia presso La Sapienza e l’università di Roma Tre. Fa parte del comitato scientifico del Museo di fotografia di Villa Ghirlanda e ha curato diverse mostre in Italia e all’estero.
MARISA VOLPI (Macerata 1928) è storica e critica dell’arte e scrittrice. La sua carriera inizia a Firenze come allieva di Roberto Longhi, con il quale studia la pittura italiana del Settecento e successivamente quella del Novecento, svolgendo studi su Kandinskj, Mondrian, l’arte americana, l’Espressionismo, l’arte russa della Rivoluzione, il Simbolismo in Francia, Germania e Inghilterra e l’Impressionismo, con particolare attenzione per Monet. Negli anni ’60 e ’70 in qualità di critica ha seguito artisti americani ed europei, indagando il legame fra la morfologia dello stile di un artista e i contenuti dell’immagine catturati all’interno della biografia individuale e della storia della cultura. Dal 1978 alla passione per l’arte ha affiancato quella per la scrittura, scrivendo numerosi racconti aventi per tema episodi di vite di artisti. È stata inoltre docente universitaria presso l’Università di Cagliari e La Sapienza di Roma, dove nel 2003 è stata nominata Professore Emerito di Storia dell’arte contemporanea.
GINO SATTA dopo la laurea in Lettere con indirizzo di demo-etno-antropologico, ha ottenuto il titolo di Dottore di ricerca in Scienze antropologiche e analisi dei mutamenti culturali presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli. A partire dal 2006 è ricercatore all’Università di Modena e Reggio Emilia dove insegna Antropologia culturale, sociale ed economica, Etnologia. Insegna inoltre, presso il master di II livello dell’Università di Milano, Politica e economia dell’ambiente. Tra il 1998 e il 2006 ha partecipato al progetto di ricerca Studio e classificazione dell’archivio di Ernesto de Martino. Tra il 1997 e il 1998 ha lavorato come ricercatore all’Istituto Superiore Regionale Etnografico di Nuoro occupandosi del riordino del Fondo Marchi sulle tradizioni popolari sarde. Collabora inoltre dal 1992 con diverse case editrici come Giunti, Le Monnier, Liguori, Argo, Bollati Boringhieri e Ilisso.
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PIERO MELONI (Berchidda 1920-Cagliari 2010) laureatosi in storia antica, lavorò a roma presso l’Istituto Italiano di Storia Antica per alcuni anni, raccogliendo l’eredità del professor R.B. Motzo, gli successe come cattedratico all’Università di Cagliari. i suoi studi spaziarono dal mondo greco (Perseo e la fine della monarchia macedone, Il valore storico e le fonti del libro macedonico di Appiano) a quello romano repubblicano (Servio Sulpicio Rufo) e imperiale (Il regno di Caro, Numeriano e Carino). Questi volumi scaglionati fra il 1948 e il 1955 costituiscono ancora oggi un solidissimo patrimonio di filologia e di metodo storico applicato ai terreni della ricerca. Va inoltre ricordato l’amplissimo studio “L’amministrazione della Sardegna da Augusto all’invasione vandalica”, in cui sono criticamente vagliati tutti i governatori della Sardegna romana e i loro collaboratori sulla base di fonti letterarie, giuridiche ed epigrafiche, e le pagine bellissime della sua “Sardegna romana”, oggi riproposta da codesta casa editrice.
ANTOINE-CLAUDE PASQUIN, detto Valery (1789-1847), fu conservatore delle biblioteche reali di Carlo V di Borbone (1824-30) e di Luigi Filippo di Borbone Orléans (1830-48) nonché autore di numerosi saggi, tra i quali Études morales, politiques et littéraires … (1823); La science de la vie, ou Principes de conduite religieuse, morale et politique (1843); Voyages historiques et littéraires en Italie … (1831-33); L’Italie confortable, manuel du turiste … (1841); Curiosités et anecdotes italiennes (1842). Da un viaggio del 1834 nacque Voyages en Corse, à l’île d’Elbe et en Sardaigne, pubblicato negli anni 1837-38, da cui è tratto il Voyage en Sardaigne. Condotta sull’originale francese del 1837, la presente edizione costituisce una nuova e impeccabile traduzione integrale curata da Maria Grazia Longhi.